Servizio TG3 Emilia Romagna del 20/02/2018
“Un detenuto di origini italiane del circuito AS ha tentato di togliersi la vita questa notte nel carcere bolognese” – a darne notizia è il Segretario Generale della Uil Polizia Penitenziaria di Bologna Domenico Maldarizzi
“Il ristretto si è procurato dei tagli all’avambraccio rimanendo a letto sotto le coperte ma, solo grazie alla prontezza di riflessi e la grande professionalità di un Agente di Polizia Penitenziaria che ha notato una macchia di sangue per terra ed allertato tutti, si è riusciti a strapparlo dalla morte.”
“Il tempestivo intervento di altro Personale di Polizia Penitenziaria, del medico di turno e dell’infermiera in servizio ha riportato il detenuto, ormai privo di battito cardiaco, in vita.”
“Solo due giorni fa – continua Maldarizzi - la Polizia Penitenziaria di Bologna ha salvato in extremis altro detenuto di origini magrebine da un tentativo di impiccagione nel Reparto Penale. Anche qui grazie al tempestivo e provvidenziale intervento degli Agenti di Polizia Penitenziaria di Bologna si è riusciti a soccorrere in tempo il detenuto e a strappargli dal collo la corda rudimentale.”
“Questi interventi sono solo gli ultimi casi delle migliaia di salvataggi avvenuti negli ultimi anni nelle carceri italiane”
Per Maldarizzi, “gli Agenti operano quotidianamente "tra indicibili difficoltà operative e indegne condizioni lavorative, le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria non solo assicurano la sicurezza all’interno delle nostre prigioni ma sono costantemente impegnati a salvare vite umane”.
I tentativi di suicidi in cella sono sono molto frequenti e negli ultimi dieci anni la Polizia Penitenziaria ha salvato circa 6.000 detenuti in extremis: "Non possiamo, quindi, che essere grati alle donne e agli uomini dei baschi azzurri che - chiosa il coordinatore Provinciale Domenico Maldarizzi – in silenzio, armati di umanità, tolleranza e professionalità, impediscono, il definitivo collasso del nostro sistema carcerario. “Ciò che è accaduto oggi alla Dozza di Bologna ne è la riprova – conclude Il Coordinatore Provinciale della Uil Penitenziaria - ed è la risposta silenziosa della Polizia Penitenziaria che, come tutto il Comparto Sicurezza ormai, opera senza uomini e mezzi.
Domenico Maldarizzi 3387191531
In questi giorni, al Personale di Polizia Penitenziaria inserito nei corsi in oggetto, sta pervenendo il calendario di partecipazione.
Lo stesso Prap, con nota Mail 1804/Form del 16/01/2018 ha ribadito a tutti i partecipanti che saranno autorizzati alla partecipazione ai corsi in attività di servizio e senza ulteriori oneri aggiuntivi a carico dell’Amministrazione….in pratica, come l’anno scorso il Personale dovrà frequentare tali corsi con turno 09.00/18.00 senza che venga riconosciuto il lavoro straordinario a recupero (come previsto per i corsi di formazione) e nemmeno un misero buono pasto come viene corrisposto a tutti gli altri partecipanti delle altre Amministrazioni.
Tra l’altro, tale problematica, era stata affrontata durante l’ultima convocazione sul “Piano Annuale della Formazione” proprio da questa O.S. che lamentava, al nuovo Provveditore appena insidiatosi, tale modus operandi per i corsi Inps del 2017 e, la S.V., in tale riunione, condivise tali lamentele e dispose al Direttore dell’Ufficio della Formazione, presente a tale riunione, che per i corsi 2018 avrebbero dovuto riconoscere tali oneri.
Inoltre, questa O.S. aveva ribadito le proprie preoccupazioni anche nella nota n. 266/2017 del 03/12/2017, che ad ogni buon fine si allega, ancora oggi senza riscontro, laddove si denunciava tra l’altro: “…. E’ la stessa Amministrazione che manda un suo Funzionario ad un corso di Formazione interforze per Consigliere qualificato in materia di diritti umani in Congedo Ordinario mentre gli altri Corpi lo frequentano in servizio, è la stessa Amministrazione che invia il proprio personale a partecipare a dei Corsi organizzati dall’Inps con orario 08.30/17.30 riconoscendogli solo 6 ore di servizio e non concedendogli nemmeno il buono pasto….”
Per quanto sopra si chiede alla S.V. di riscontrare “urgentemente” la presente visto l’avvio imminente di tali corsi per evitare che il Personale sia costretto a rinunciare alla partecipazione stessa viste le condizioni penalizzanti.
Distinti saluti
Domenico Maldarizzi
Al Signor Direttore
Casa Circondariale
Dott.sa Claudia Clementi
Bolognae p.c. Al Signor Provveditore Regionale
Amministrazione Penitenziaria
Emilia Romagna - Marche
Dott. Enrico Sbriglia
Bologna
n data 29 dicembre sono pervenuti, presso la Casa Circondariale da Lei diretta, ulteriori 4 neo Agenti del 172 corso e, a tal proposito, ci viene riferito che sono state ammassate tutte in una camera dalle dimensioni non regolamentari ad accogliere 4 Agenti con 4 letti e 4 armadi
Se a tutto ciò aggiungiamo che tale stanza si trova in un piano riservato agli Agenti di sesso maschile e che le docce sono situate nel corridoio capirà bene quale profondo disagio stanno subendo queste colleghe al loro primo impatto con l’Amministrazione Penitenziaria.
Comprendiamo bene che nel giro di pochi giorni sono arrivate ben 9 Agenti in sostituzione delle colleghe trasferite in altra sede, cosa questa che avverrà presumibilmente nella seconda metà di febbraio p.v.,, ma le condizioni vergognose ed indecenti di questa stanza hanno bisogno di un immediato intervento da parte della S.V..
A tal proposito sarebbe opportuno che il Personale civile, autorizzato a pernottare in alcune stanze della Caserma femminile, venissero immediatamente invitate a lasciare la propria stanza o, perlomeno, spostate in alcune camere della Caserma maschile data la loro saltuaria presenza che gli permetterebbe un minore disagio.
In attesa di un immediato intervento e riscontro alla presente, si porgono distinti saluti.
Il coordinatore Provinciale
Domenico Maldarizzi