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In questi giorni abbiamo assistito all’aggravarsi delle condizioni epidemiologiche da Covid 19 che si sono evidenziate negli Istituti penitenziari della nostra regione sia tra il personale di polizia penitenziaria che tra la popolazione detenuta. Quindi, in data 22 marzo u.s., abbiamo segnalato questa situazione a mezzo stampa, evidenziando come il sovraffollamento della popolazione detenuta e la cronica carenza d’organico di personale, fossero ulteriori elementi compromettenti le corrette applicazioni dei protocolli di prevenzione anti Covid e producessero grave pericolo per la salvaguardia dell’intera comunità penitenziaria. Non solo, abbiamo sottolineato come le attuali strutture carcerarie siano un ulteriore elemento favorente l’aumento di rischio di contagio, viste le condizioni di promiscuità e le difficoltà ad assicurare l’adeguato distanziamento sociale. 
Da quel giorno abbiamo registrato un ulteriore pesante aggravamento della situazione negli istituti penitenziari. 
Evidenziamo in particolare la situazione di Reggio Emilia dove risultano ben oltre cento le persone positive al Covid. La situazione è arrivata ad una tale condizione di emergenza per la quale è indispensabile adottare misure straordinarie relative all’assistenza sanitaria e all’immissione di personale, oltre a una decisa accelerazione delle vaccinazioni del personale e della popolazione detenuta. La gravità di quanto sta accadendo e la necessità di adottare misure straordinarie sono state al centro di importanti interlocuzioni con le Istituzioni di Reggio Emilia. E’ emerso l’impegno ad adottare concreti ed urgenti provvedimenti. 
Altre situazioni che destano forte preoccupazione sono quelle di Parma, ove sono già presenti decine di casi di positività al Covid, con il rischio che in assenza di idonei interventi di contenimento possano aumentare ed anche quella di Bologna, in ragione della particolare condizione di sovraffollamento e dall’arrivo di un numero rilevante di detenuti di difficile gestione, già in precedenza assegnati allo stesso istituto.
Siamo, più in generale, di fronte a difficoltà e carenze strutturali negli istituti penitenziari della regione, in continuo costante aggravamento. Ciò rende sempre più difficile la gestione dell’emergenza sanitaria, e contribuisce ad incrementare situazioni di forte criticità all’interno dei reparti detentivi, con conseguenze anche serie, per la sicurezza interna degli istituti penitenziari.
Riteniamo quindi che sia assolutamente urgente procedere in tutti gli istituti penitenziari a screening periodico di tutta la popolazione detenuta e di chi ci lavora, completare la vaccinazione del personale e considerare nel contempo quale criterio di priorità ed urgenza, la vaccinazione delle persone ristrette negli Istituti, verificando contemporaneamente la corretta applicazione dei protocolli anti Covid
Emerge in tutta la sua evidenza, soprattutto nella contingenza della situazione pandemica, lastrutturale e generale carenza della dotazione organica in cui sono ridotti da tempo tutti gli istituti
penitenziari.
Siamo quindi a chiedervi un incontro urgente al fine di definire immediate iniziative, idonee ad affrontare la grave emergenza in atto.
Certi di un vostro positivo e sollecito riscontro cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti.