“Ormai nell’Istituto di Bologna il Personale di Polizia Penitenziaria, ad inizio turno, prega il suo Santo protettore affinché lo faccia arrivare sano e salvo a fine turno. Oggi è toccato ad un Ispettore e 3 Agenti del Reparto femminile ed un Agente del Reparto Infermeria inviati al Pronto soccorso cittadino”
A darne notizia è il Segretario Nazionale della UIL PA Polizia Penitenziaria Domenico Maldarizzi.
“Ormai non passa giorno che Ispettori e Sovrintendenti, oltre che Comandanti, non siano impegnati h 24 solo ed esclusivamente per 10/15 detenuti tra i più facinorosi e meno inclini alle regole che giornalmente mettono a repentaglio l’ordine e la sicurezza dell’Istituto. – continua Maldarizzi – ed in un Istituto sovraffollato come la “Rocco D’Amato” con i suoi 800 detenuti a fronte di meno di 500 posti disponibili (attualmente ancora meno visto la presenza dei minori al reparto penale) non ci sono margini di manovra anche per far scontare eventuali sanzioni per “l’isolamento disciplinare” che fa passare per “impuniti” tali gesti di aggressione al Personale.”
“A farne le spese, palesemente, - chiosa Maldarizzi - sono gli operatori, in primis quelli del Corpo di polizia penitenziaria, i quali sono stremati nelle forze e mortificati nel morale, sottoposti a carichi di lavoro insostenibili e a turnazioni di servizio con continuo ricorso a lavoro straordinario e che scontano le pene dell’inferno per la sola colpa di servire uno Stato che si dimostra patrigno e ‘caporale’.
“Ancora non si conosce la prognosi del Personale a cui va l’augurio di una pronta guarigione da parte della Uil Pa Polizia Penitenziaria ma ci auguriamo che vengano immediatamente trasferiti gli autori di tali vili aggressioni”
“Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e il Governo Meloni prendano compiutamente atto di un’emergenza che si protrae da troppo tempo e adottino misure consequenziali, tali da determinare l’immediato deflazionamento della densità detentiva, il potenziamento, reale, degli organici della Polizia penitenziaria impiegati nelle carceri e l’avvio di riforme complessive. Ogni minuto che passa il degrado e i rischi aumentano”, conclude Maldarizzi.
