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“Orami alla Casa Circondariale “Rocco D’AMATO” è come andare in guerra ….. ogni giorno risse, fuori cella, incendi, aggressioni, non se ne può davvero più’!

Nella giornata odierna un gravissimo incendio appiccato da alcuni detenuti nel reparto infermeria, tra i più facinorosi dell’istituto, ha reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco e di varie ambulanze che hanno trasportato sette Agenti di Polizia Penitenziaria gravemente intossicati nei vari nosocomi cittadini”.

A darne notizia è il Segretario Nazionale della Uil PA Polizia Penitenziaria Domenico Maldarizzi

Ormai la “Rocco D’Amato”, come la maggior parte degli Istituti Italiani, sono allo sbando ed ogni giorno sono un bollettino di guerra – continua il sindacalista - istituti sovraffollati a più non posso, la “Rocco D’Amato a fronte di una capienza di circa 500 detenuti ne ospita  oltre 800 ed altri ne sono in arrivo mentre il Personale di Polizia Penitenziaria è sempre meno”

La situazione all’interno degli Istituti è ormai al limite – chiosa Maldarizzi - ormai i disordini e le aggressioni sono all’ordine del giorno. Fino a quando dovremo assistere a questo caos? Questa condizione lavorativa mette a dura prova chi lavora con coraggio e dedizione. Siamo

stanchi di dover contare i feriti”
Posto che ogni aggressione subita da un poliziotto penitenziario nelle prime linee delle frontiere penitenziarie è da considerarsi una aggressione allo Stato, è assolutamente necessario – 
afferma il Coordinatore della Uil Penitenziari - che nei confronti dei detenuti che si siano macchiati di tali violenze si adottino misure esemplari, nel pieno rispetto della legge e di ogni garanzia, anche per fungere da deterrente per tali spiacevoli episodi e, soprattutto, per migliorare lo stato emotivo con cui i Poliziotti Penitenziari sono chiamati a svolgere i propri compiti istituzionali e non creando ulteriore stress da lavoro correlato”. 

Oggi le carceri non rieducano e non evitano la commissione di altri Gli agenti,  - afferma Maldarizzi - sono sottoposti a carichi di lavoro disumani e a turnazioni di servizio che si protraggono anche per 12 ore ininterrotte e, per di più, con la retribuzione solo parziale del lavoro straordinario che comunque viene pagato meno di quello ordinario». Gli addetti alla sorveglianza e alla sicurezza degli istituti di pena devono fronteggiare, oltre alle normali incombenze, emergenze ormai quotidiane come risse tra detenuti, tentativi di rivolta, violenze di ogni genere, traffici illeciti, evasioni, stupri.

Al di la della propaganda governativa – conclude Maldarizzi - tutto il sistema penitenziario è al collasso e la Polizia Penitenziaria è l’anello debole del sistema e se, questo governo è davvero vicino alle forze dell’ordine, invitiamo gli esponenti a venire in trincea con noi per qualche ora alla “Rocco D’Amato”

 

Allegati:
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